AID Italia - La risposta alle tue domande sulla dislessia

Aid sezione di

Firenze

1° Settimana Nazionale della Dislessia - Sabato 08 OTTOBRE 2016 - Convegno AID Firenze

Di cosa parleremo al Convegno?

Di cosa parleremo al Convegno?

ABSTRACT DEI NOSTRI RELATORI:

Michele Mastrosimone e Biagio Santella, AssistentI Capo della Polizia di Stato

Ci parleranno della "Pratica e Teoria di scuola guida per DSA, metodologie e nuovi supporti didattici".

SCOPO: Studiare le norme del codice della strada, segnaletica, le strade e i veicoli, apprendere correttamente la pratica nella conduzione dei veicoli, può risultare davvero difficile per un ragazzo o ragazza con DSA.

Condurre un veicolo, comporta l’acquisizione e l’utilizzo di automatismi dei movimenti, tra loro coordinati, nel movimento destra/sinistra.

Creare un metodo didattico, studiato sul principio dell’inclusività, formando insegnanti ed istruttori di scuola guida.

L’apprendimento delle pratica di guida, dev’essere sviluppato su un concetto fondamentale, la sicurezza.

METODO: Migliorare la formazione dei docenti delle autoscuole, l’utilizzo di strumenti ausiliari multimediali (LIM) per rinnovare e potenziare la lezione frontale, l’utilizzo di un metodo d’indicizzazione ed i analisi degli errori, adeguando le metodologie in modo inclusivo, la preparazione della comunicazione verbale e non, preparazione nel guidare i frequentatori ad applicare strategie compensative.

Per l’apprendimento della pratica, utilizzo del metodo decomposto, rivisitato ed adeguato alle difficoltà, il quale permette di apprendere separatamente gli automatismi necessari.

OBBIETTIVI:

Sviluppare un format, una linea guida sulle metodologie e sulle strategie, strumenti adeguati, basati sul principio d'inclusività, migliorando il percorso di tutti.

Legare le autoscuole aderenti ad una certificazione di metodo, che potrà essere sottoposta a revisione, sarebbe garanzia di qualità per la scelta, senza doverlo fare basandosi su feedback spesso non reali e comunque molto soggettivi.

PROGETTO PILOTA: è necessario uno sforzo iniziale, per avviare il progetto, poiché un investimento per delle piccole attività come le autoscuole, è sempre un salto nel buio.

Certificare delle autoscuole, sarebbe un servizio davvero importante per gli iscritti A.I.D. e sarebbe inoltre da stimolo ad avvicinarsi all’associazione chi già non lo avesse fatto.

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 Guido dell'Acqua, Ufficio IV Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione MIUR

Ci parlerà delle "Linee di indirizzo per l’inclusione scolastica"

La valutazione scolastica degli alunni, di tutti gli alunni e non solo di quelli con Disturbi Specifici dell’Apprendimento, è un tema su cui esiste un’ampia letteratura scientifica e in cui il dibattito è ampio. La normativa al riguardo è chiara, oltre al regolamento sulla valutazione (DPR 122/2009) vengono emanate annualmente apposite circolari per gli esami di stato in cui trovano forma e sostanza le novità normative (come la legge 170/2010 o la Direttiva Ministeriale 27/12/2012 sui Bisogni Educativi Speciali). Tuttavia, risulta a volte assente nella prassi quotidiana una reale cultura della valutazione intesa come parte integrante del processo di apprendimento, ossia diagnostica, formativa e certificativa. Nel mio intervento riepilogherò le linee di indirizzo per l’inclusione scolastica e le relative iniziative messe in campo per la sua attuazione. 

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 Viviana Rossi, Formatrice AID e Dirigente Scolastico

Ci parlerà del " PDP tra normativa e inclusione ", 

La Legge 170/2010  “Nuove norme in materia di disturbi specificidi apprendimento in ambito scolastico” sollecita le scuole alla realizzazione di una didattica individualizzata e personalizzata rivolta anche ad adottare adeguati strumenti compensativi e misure dispensative , ma è nelle successive “Linee guida per il diritto allo studio per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento” (allegate al DM del 12/07/2011) che si esplicita la predisposizione di un documento, articolato per le varie discipline , in raccordo con la famiglia, denominato Piano Didattico Personalizzato (PDP).

L’AID e il MIUR hanno subito messo a disposizione degli insegnanti dei format di PDP (uno per la scuola primaria e uno per quella secondaria),  che molti hanno utilizzato per  creare  altri modelli,    anche diversi, personalizzati e contestualizzati.

Sarebbe utile comprendere quali modalità i consigli di  classe abbiano adottato per la redazione del  “loro” PDP,  per sapere non solo a chi sia affidata la stesura di questo documento , ma, soprattutto, come ogni singolo insegnante adotti, nella sua azione didattica quotidiana in classe, le indicazioni espresse nel PDP … anche in un’ottica inclusiva.

Ma sarebbe anche necessario sapere se le diagnosi e le altre parti che compongono l’esito della valutazione neuropsicologica (ossia il profilo funzionale e le indicazioni dello specialista funzionali al benessere e al successo scolastico dello studente) siano  comprese e utilizzate al meglio da tutto il corpo docente per ottimizzare/personalizzare l’approccio didattico in tutte le sue dimensioni: promozione di una serena maturazione integrale, insegnamento efficace, giusta valutazione degli apprendimenti.

Affinché ciò avvenga, è necessario che la scuola preveda procedure efficaci e sostenibili, tali per cui ciascun attore coinvolto (Dirigente, Referente DSA/BES, GLI, Coordinatore di classe, singoli docenti) disponga delle adeguate conoscenze e sia sollecitato a esercitare le azioni più appropriate: gestione responsabile dei dati sensibili, collaborazione concreta con i genitori e con eventuale tutor degli apprendimenti, messa a punto di un buon PDP, messa in atto degli accorgimenti e degli strumenti in esso indicati, ricerca e uso di strategie metodologiche/didattiche inclusive adeguate. 

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 Dottor Roberto Leonetti, Neuropsichiatria infantile dell'ASL Firenze

La richiesta sempre più numerosa di valutazione per difficoltà di apprendimento,ha imposto ai Servizi Specialistici territoriali una razionalizzazione dei percorsi diagnostici accompagnata da un aumento delle competenze specialistiche.Dal 2003,anno in cui iniziò il progetto pilota per l'identificazione precoce dei soggetti a rischio,che venivano inviati per approfondimenti al termine della seconda classe della primaria,dopo un adeguato periodo di potenziamento intrascolastico,vi è stata una crescente sensibilizzazione delle scuole con conseguente aumento degli invii.Negli ultimi anni le difficoltà di apprendimento rappresentano,da un terzo a metà della motivazione all'invio. 

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 Dottoressa Chiara Chelazzi, ASL 10 Firenze

Dalla pubblicazione da parte della Regione Toscana delle Linee guida sui DSAp,i professionisti(NPI,Psicologi,Logopedisti) stanno adeguando i protocolli diagnostici a quanto richiesto,promuovendo una omogeneità di metodologie e linguaggi che permette la condivisione e integrazione dei risultati al fine di formulare una corretta diagnosi clinica e funzionale.Tale condizione è indispensabile ai clinici, per la stesura di un progetto riabilitativo,e ai docenti,per l'individuazione di un piano didattico coerente col profilo diagnostico. 

Gli approfondimenti valutativi sono utili,inoltre,a formulare una diagnosi differenziale tra i Disturbi Specifici e le altre difficoltà di apprendimento.

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Lucia Bigozzi, Università di Firenze

Potenziare la Consapevolezza Notazionale  nella scuola dell’infanzia: efficacia di un potenziamento.

 

L’acquisizione informale di lettura e scrittura ha inizio nei primi anni di vita e si evolve in un continuum che prende il nome di alfabetizzazione emergente (Clay 1966). Tale processo è costituito dalle abilità, conoscenze e atteggiamenti che sono precursori evolutivi delle forme convenzionali di lettura e scrittura che si manifestano grazie alle opportunità ambientali che possono influire sul loro sviluppo. La Consapevolezza Notazionale è uno dei tre fattori del Modello di Alfabetizzazione Emergente per la lingua Italiana messo a punto da Pinto & Coll. (2008) ed è costituito dalla capacità del bambino prescolare di elaborare forme di scrittura simili all’ortografia convenzionale.

La Consapevolezza Notazionale è un significativo predittore del successo nell’apprendimento di lettura e scrittura (Pinto et al 2009).

Due recenti studi (Bigozzi et al. 2014; Bigozzi et al. 2016) ne documentano la predittività rispetto alla Dislessia e alla Disortografia.

I risultati conseguiti evidenziano che l’ intervento di potenziamento sulla Consapevolezza Notazionale ha avuto un effetto significativo nell’incrementare variabili predittive dell’alfabetizzazione e preventive dei disturbi specifici di apprendimento della lettura e della scrittura: la conoscenza dell’alfabeto, la consapevolezza ortografica.

 

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